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Adolescenza: non prediamola sul personale!

Quattro chiacchiere con le MammeMatte

 

 Abbiamo dunque deciso di accogliere un adolescente.

Ed ora?

 

 

Lo abbiamo chiesto alle MammeMatte e sono venuti fuori vari spunti di riflessione , senza filtri e senza “aggiustamenti” ecco cosa è venuto fuori.

 Gli adolescenti e preadolescenti sono extraterrestri Fanno paura a prescindere, ma se arrivano a casa già adolescenti ( con un bel bagaglio sulla schiena) e quindi si saltano tutte le fasi precedenti, ed arrivi al figlio all’adolescente, senza vie di mezzo, forse può essere più duro. Se tu, adulto, rimani totalmente spiazzato lui, adolescente, lo sarà di più. La ribellione dell'adolescenza “normale” si somma ad una rabbia nei confronti di una situazione nuova che fa paura, la confusione e l’incertezza riguardo al proprio futuro, la propria difficoltà a riconoscere o consolidare legami affettivi, la presenza/assenza della famiglia di origine che rende sicuramente tutto più faticoso.

Noi adulti abbiamo avuto tutto il tempo di prepararci (in qualche modo) all’ingresso dell’adolescente, a lui l’ ingresso in famiglia lo destabilizza, spesso non sa nemmeno cosa sia una famiglia (funzionale). Gli viene richiesto di creare una relazione ed un attaccamento a nuovi adulti di riferimento nell' età in cui di solito ci si comincia a staccare dall’adulto di riferimento.

Attaccarsi ad un estraneo, perché dovrebbe fidarsi?

 

L’amore NON basta.

Bisogna farsi aiutare avere pazienza e, ogni tanto, ignorarlo, l’adolescente.

A volte il sentimento che provi (forte), tu adulto, non è esattamente positivo, certe volte si può provare rabbia, per i comportamenti che mette in atto l’ Adolescente, ti senti furente, poi però lo guardi e pensi che è così fragile e che ha sofferto così tanto che ha tutto il diritto di tirare la corda per vedere se scappi. E , con il cavolo che scappi, rimani ancorato e aspetti che passi la tempesta. Perchè anche se certe volte ti viene voglia di ammazzarlo e gli urli contro, sai che forse sei la sua possibilità” , forse l'unica, e conviene andare avanti. Che poi, infondo, ti stai pure innamorando di quell’adolescente peloso e puzzolente che quando sorride ti fa toccare il cielo con un dito e ti scioglie.

 

Passare da Mi vuoi bene? A Chi cazzo sei in un attimo.

Oppositivi duri: Rabbia, strafottenza, maleducazione. Offese continue, non riconoscimento dei ruoli, desiderio dell’Adolescente di mollare e tornare in casa famiglia. Rappresaglie. Giorni in stanza. Critica a tutto. Desiderio di avere altre famiglie, tipo quelle degli amici o dei cugini adottivi.

" Ma chi ti credi di essere, l'abbigliamento è mio e lo metto come mi pare (pulito e sporco insieme nel mobile, sul pavimento )”, “Cosa ti agiti?” , “Stai tranquilla...e allora?”, “ Ma cosa vuoi?”, “ Lasciami in pace, sei fastidiosa”, “....e quindi?”, “Non mi va e basta....non sei mia madre”, “Io non valgo niente”, “Sono brutta”, “Non mi vuole nessuno”, “non ho bisogno di nessuno”.

 

L’importanza del gruppo: “Se non ci fosse stato il gruppo, saremmo andati in pezzi. Sta cosa della rete è FONDAMENTALE”

 

Varie ed eventuali

Non si deve essere soli come nucleo famigliare, si deve sapere che non ci saranno soddisfazioni, soprattutto all'inizio, si deve essere uniti come coppia, si deve essere certi del proprio ruolo senza aspettare che venga riconosciuto, non si deve avere paura di perdere (terreno, affetto, persino proprio perdere l'adolescente), bisogna avere gli strumenti, sulla carta si sa, ma viverlo è un'altra cosa. I famosi "strumenti" di cui tutti parlano per contenere e accogliere, vanno proprio scritti. Descritti. Cioè "devi fa così, devi dire questo... ", non è più teoria, hai una vita tra le mani e non puoi sbagliare.

 

Ne vale sempre la pena Anche se non mi darà mai un abbraccio o non mi chiamerà mamma o papà.”

 

E voi, cosa ne pensate?

 

 

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