Storia inventata (o forse no) di un fallimento adottivo

C'era una volta Aisha, mamma di sei figli. Povera. Molto povera. Viveva in una baracca polverosa e i suoi figi avevano sempre lo stomaco che brontolava.

C'era una volta Lucia, una mamma che non aveva figli. Lo desiderava tanto, Lucia, un figlio. Viveva in una bella casa che sentiva vuota.

C'erano una volta due uomini eleganti che viaggiavano in macchina nelle strade polverose del paesino di Aisha.
I due uomini eleganti videro i sei fratelli e conobbero Aisha, le parlarono di una bella vita, di scarpe nuove , cibo, profumi, scuole. Aisha scelse quindi la figlia più promettente, più forte, più sicura, quella che aveva un sogno, rinunciò a lei e la consegnò ai due uomini eleganti.

Sarah, aveva nove anni e pensava di andare a studiare per poi tornare tra la sua gente, i suoi odori, le strade polverose.

Lucia , intanto, diventava madre. Madre di una meravigliosa bambina di nove anni: Sarah. Aveva una foto stropicciata tra le mani e la guardava innamorata.

Lucia era la madre di Sarah che voleva rimanere la figlia di Aisha che aveva rinunciato a lei per darle una possibilità.
Lucia non capiva.
Sarah non capiva.
Aisha non capiva.

Sarah divenne ribelle, chiusa, arrabbiata, delusa amareggiata e tanto triste.
Lucia provò a diventare la sua mamma.
Lucia col cuore spezzato allontanò Sarah e sparì.
Sarah finì in comunità.

Forse, a diciotto anni, tornerà a casa.
O forse no.

Storia inventata (o forse no.)

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