Due anni fa abbiamo iniziato a seguire le # mammematte, preparandoci all'accoglienza di bambini con bisogni speciali.
Dopo una lunga storia di affido e un'adozione appena conclusa, la nostra famiglia era pronta. Poi, un anno fa, abbiamo letto l'appello di Leone: cinque mesi e una malattia genetica rara e complessa.
Ci siamo candidati tramite mammematte.com e, alla seconda udienza in Tribunale, lo abbiamo stretto tra le braccia.
Era piccolissimo, un'emozione indescrivibile. Da lì a un mese sarebbe dovuto venire a casa, ma ci siamo scontrati con i pregiudizi dei servizi sociali del territorio. Poiché il nostro primo figlio è neurodivergente, i servizi temevano che non avremmo retto il carico di due bambini con fragilità.
Sentirsi mettere in discussione è stato più faticoso dell'impegno reale che Leone richiedeva.
Il Tribunale, fortunatamente, è andato avanti. Leone è arrivato a casa monitorato da continue relazioni dei servizi, ma la realtà ha spazzato via ogni burocrazia. Nostro figlio desiderava tanto un fratellino e l'impatto è stato soft, gestito da tutti con una naturalezza disarmante.
Oggi Leone è parte integrante di noi. Se questa esperienza è così bella, il merito è anche delle MammeMatte, che ci hanno guidati e della nostra straordinaria famiglia-ponte. Insieme a loro abbiamo collaborato per un passaggio rispettoso del benessere di Leone e di tutti i minori coinvolti.
A un anno di distanza, la nostra storia dimostra che la consapevolezza non è incoscienza, ma amore solido. Non arrendetevi davanti ai muri della burocrazia: i nostri figli valgono ogni singola battaglia.

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