· 

 Adozione nazionale e internazionale: le differenze che contano Una guida comparativa per orientarsi tra i due percorsi


 

 Chi decide di adottare si trova spesso davanti a una domanda preliminare: adozione nazionale o internazionale? La risposta non dipende solo da una preferenza personale. Dipende da tempi reali, requisiti giuridici, disponibilità di bambini, e da una comprensione onesta di cosa ciascun percorso comporta. Questo articolo mette a confronto i due istituti, partendo dalla legge e arrivando alla pratica.

 

 

Tavola comparativa sintetica

Aspetto

Adozione nazionale

Adozione internazionale

Norma di riferimento

L. 184/1983, art. 22–40

L. 184/1983, art. 29-bis–44 + L. 476/1998 (Conv. Aja)

Organo competente

Tribunale per i Minorenni

Tribunale per i Minorenni + ente autorizzato

Chi può adottare

Coppie coniugate (≥3 anni di matrimonio)

Coppie coniugate (≥3 anni); no single in quasi tutti i paesi

Età minima degli adottanti

Non fissata per legge; valutata dal tribunale

Idem, ma molti paesi fissano propri limiti

Differenza d'età

massimo 45 anni di differenza tra il minore e il genitore più piccolo della coppia 

Spesso max 40-45 anni con il minore (dipende dal paese)

Idoneità

Relazione positiva del servizio sociale

Decreto Tribunale per i Minorenni (stessa procedura)

Ente autorizzato

Non richiesto

Obbligatorio (L. 476/1998, art. 31)

Tempi medi

La modulistica dura tre anni , spesso bisogna ridare disponibilità più volte(alta variabilità)

2–8 anni (dipende dal paese)

Costi indicativi

Contenuti (spese legali e CTU se necessari)

Elevati: ente, viaggio, tasse locali (€10.000–€30.000+)

Bambini disponibili

Pochi, spesso con bisogni complessi

Variabile per paese; spesso neonati o bambini piccoli

Fascia d'età minore

Bambini abbandonati alla nascita, spesso  grandicelli, spesso fratrie

0–5 anni in molti paesi, ma dipende dalla nazione

Effetto dell'adozione

Adozione piena (effetti identici a filiazione naturale)

Adozione piena se riconosciuta in Italia ex art. 36 L. 184

Interruzione del percorso

Possibile abbandono abbinamento

Possibile: revoca idoneità paese straniero, chiusura paese

 

Il percorso in dettaglio

Adozione nazionale: un istituto pensato per il bambino già qui

L'adozione nazionale riguarda i minori dichiarati in stato di adottabilità dal Tribunale per i Minorenni italiano: bambini per i quali il tribunale ha accertato che la famiglia d'origine non è in grado, nemmeno con supporto, di provvedere alle loro cure. Si tratta di un istituto residuale — l'adozione scatta solo dopo che ogni tentativo di recupero familiare è fallito o è stato ritenuto contrario all'interesse del minore.

Il percorso prevede: presentazione della domanda al Tribunale per i Minorenni, indagine psicosociale dei servizi, decreto di idoneità, abbinamento da parte del tribunale, periodo di affidamento preadottivo (un anno), udienza di verifica, decreto di adozione. L'intero processo — dalla domanda all'adozione definitiva — dura mediamente dai 4 ai 7 anni, con punte più alte in alcune sedi.

Cosa sapere in concreto:

I bambini dichiarati adottabili sono pochi (circa 800–1.000 l'anno in tutta Italia) e spesso hanno bisogni complessi: disabilità, traumi, età avanzata, fratrie.

Le coppie idonee sono molte di più dei bambini disponibili: la lista d'attesa è strutturalmente lunga.

L'abbinamento non è garantito: il tribunale sceglie la coppia più adatta al singolo bambino, non in ordine cronologico.

Il giudice può abbinare anche bambini più grandi o fratelli da non separare: la disponibilità della coppia su questo punto è determinante.

L'adozione produce effetti identici alla filiazione: il minore acquisisce lo stato di figlio legittimo a tutti gli effetti.

 

Adozione internazionale: un percorso più lungo e più costoso

 

L'adozione internazionale permette di adottare un minore straniero residente all'estero. In Italia è disciplinata dalla L. 184/1983 (artt. 29-bis–44), modificata dalla L. 476/1998 che ha recepito la Convenzione dell'Aja del 1993. La convenzione — ratificata da oltre 100 paesi — prevede garanzie specifiche: il minore deve essere effettivamente privo di famiglia d'origine, l'adozione internazionale deve essere considerata l'ultima risorsa dopo quelle nazionali.

Il percorso italiano aggiunge un passaggio obbligatorio rispetto all'adozione nazionale: l'intermediazione di un ente autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali (CAI). L'ente opera nel paese straniero, verifica la legittimità dell'adozione, accompagna la coppia nell'iter burocratico locale e garantisce la conformità alla convenzione.

Cosa sapere in concreto:

L'idoneità si ottiene con la stessa procedura dell'adozione nazionale (Tribunale per i Minorenni), ma va poi trasmessa alla CAI e all'ente autorizzato.

Ogni paese ha propri requisiti aggiuntivi: limiti d'età, differenza massima con il minore, numero di figli già presenti, stato civile. La coppia deve soddisfare sia i requisiti italiani che quelli del paese scelto.

I costi sono significativi: contributi all'ente, voli, alloggio nel paese straniero (spesso per settimane), tasse locali, legalizzazioni. La stima media si aggira tra €15.000 e €30.000, talvolta oltre.

Alcuni paesi hanno chiuso o sospeso le adozioni internazionali: Russia (2013, per coppie italiane), Etiopia, Vietnam, Guatemala. Il panorama cambia continuamente.

Il riconoscimento in Italia dell'adozione straniera avviene tramite la CAI e il Tribunale per i Minorenni: senza questo passaggio, l'adozione non ha effetti nel diritto italiano.

Il post-adozione internazionale presenta sfide specifiche: attaccamento, traumi pregressi, differenze culturali e linguistiche, identità etnica del bambino.

  

Quale percorso scegliere? 

 Non esiste una risposta universale. La scelta dipende da fattori concreti che ogni coppia deve valutare onestamente:

Adozione nazionale e internazionale sono due strade verso lo stesso obiettivo — dare una famiglia permanente a un bambino che ne è privo — ma con profili giuridici, tempi, costi e complessità molto diversi. Conoscere le differenze non è un esercizio accademico: è il presupposto per fare una scelta consapevole e per affrontare eventuali ostacoli — incluso il diniego di idoneità — con strumenti adeguati.

─────────────────────────────────────────────

Articolo a cura di M'aMa – Dalla Parte dei Bambini APS

 Questo articolo ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale.

 

Se vuoi leggere altri articoli sull'adozione: 

https://www.mammematte.com/2026/06/15/ci-hanno-detto-no-all-idoneit%C3%A0-adottiva-e-adesso/

 

Scrivi commento

Commenti: 0