· 

Le 10 cose che vorremmo spiegare agli affidatari

di Emilia Russo

Dopo anni di telefonate, consulenze, gruppi e affidi vissuti sulla nostra pelle, abbiamo capito una cosa: ci sono alcune verità che quasi nessuno racconta alle famiglie affidatarie.

Le abbiamo scritte noi.

1. Il problema più grande a volte non  è il bambino.
Molte famiglie arrivano terrorizzate dal trauma, dai comportamenti difficili, dalla storia del minore. Poi si ritrovano a fare i conti con qualcosa di diverso: capire come muoversi tra procedure, competenze, autorizzazioni, soggetti e relazioni che nessuno ha spiegato per bene.

2. La vita corre più veloce della burocrazia.
Il bambino arriva, la  scuola chiama, il pediatra pure. Serve una visita specialistica, una firma, un'autorizzazione per la gita. La vita quotidiana non aspetta. E non si ferma.

3. La parola "temporaneo" è una delle più scivolose dell'affido.
Ci sono affidi di pochi mesi. E affidi che accompagnano un bambino dall'infanzia fino alla maggiore età. Usiamo la stessa parola per situazioni che non si assomigliano quasi per niente.

4. Le risposte giuridiche cambiano da territorio a territorio.
È una delle cose che sorprende di più le famiglie. Quello che in una città è considerato normale, in un'altra viene gestito in modo completamente diverso. 

5. Il bambino non vive il progetto. Vive la sua vita.
Noi adulti parliamo di collocamento, presa in carico, obiettivi, verifiche. Lui pensa al compleanno, all'interrogazione di domani, agli amici, al fidanzatino, alle vacanze estive. È giusto ricordarselo.

6. L'adolescenza non fa sconti agli affidatari.
Molti immaginano che il momento più difficile sia l'inizio. Poi arriva l'adolescenza e si scopre che le domande più complicate spesso arrivano molto dopo, quando meno te lo aspetti.

7. Nessuno racconta davvero cosa succede quando un ragazzo compie 18 anni.
La legge cambia. I servizi cambiano. I progetti cambiano. I legami, no. Ed è proprio qui che nascono alcune delle questioni più delicate — e più trascurate.

8. Ci sono bambini che crescono nella stessa famiglia affidataria per anni.
Questa situazione pone domande giuridiche, educative e relazionali che il sistema ancora oggi fatica ad affrontare in modo uniforme. Non è un'eccezione rara. È più comune di quanto si pensi.

9. L'affido è pieno di zone grigie.
Non perché qualcuno sbagli. Ma perché la realtà è più complessa di qualsiasi definizione. Ogni bambino porta con sé domande nuove. E non sempre esiste una risposta già pronta.

 

10. Dopo anni, continuerai ad avere dubbi.
E forse è un bene. I percorsi di tutela non si affrontano con le certezze assolute. Si affrontano continuando a farsi le domande giuste — quelle che mettono davvero al centro i bisogni dei bambini e dei ragazzi.

 

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Molte delle domande che riceviamo ogni settimana da famiglie affidatarie riguardano proprio questi aspetti: adolescenza, responsabilità, scuola, continuità affettiva, maggiore età, rapporti con i servizi e vita quotidiana.

Per chi ha bisogno di approfondire la propria situazione specifica, M'aMa mette a disposizione consulenze giuridiche, educative e di orientamento per saperne di più scrivi a 

[email protected]

 

Scrivi commento

Commenti: 0