Si svolgerà il prossimo 19 maggio 2026, dalle 16 alle 19, presso la Fondazione Lazzareschi in piazza Felice Orsi, 21 di Porcari, il convegno “Oltre la diagnosi, la vita. Custodire il sorriso attraverso le cure palliative pediatriche”, promosso da M'aMa nell’ambito del Giro d’Italia delle Cure Palliative Pediatriche della Fondazione Maruzza.
E possibile partecipare da remoto ecco il link
https://meet.google.com/vde-hjba-emd
L’iniziativa nasce per accendere i riflettori sulle cure palliative pediatriche come esperienza di cura globale, capace di mettere davvero al centro il bambino e la sua famiglia. Un momento di confronto e sensibilizzazione che unirà testimonianze autentiche, contributi professionali e riflessioni condivise, con l’obiettivo di promuovere una cultura che sappia andare oltre la diagnosi.
Le cure palliative pediatriche, infatti rappresentano un modo diverso e profondamente umano di prendersi cura della vita. Significano alleviare la sofferenza, sostenere le famiglie, costruire reti territoriali e garantire dignità, relazione e qualità della vita ai bambini con patologie complesse o inguaribili.
Durante il convegno interverranno rappresentanti istituzionali, professionisti sanitari, operatori del territorio e famiglie che porteranno la propria esperienza diretta.
Il cuore dell’incontro sarà rappresentato proprio dalle testimonianze delle famiglie, che racconteranno il percorso vissuto accanto ai propri figli: dalla scoperta della diagnosi alla presa in carico, dal senso di solitudine alla possibilità concreta di sentirsi accompagnati da una rete di cura competente e presente.
L’evento si inserisce all’interno delle iniziative nazionali promosse dalla Fondazione Maruzza per diffondere la conoscenza delle cure palliative pediatriche e sostenere il diritto di ogni bambino ad essere accolto, ascoltato e accompagnato con amore e dignità, in ogni fase della vita.
Come ricordato nel messaggio conclusivo del convegno, “le cure palliative pediatriche non parlano di fine, ma di cura della vita”.
Perché ogni bambino, anche nella malattia, ha diritto alla bellezza delle relazioni, alla possibilità di sorridere e alla presenza di una comunità capace di custodirlo davvero.

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