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Chiacchierata con l'autrice: Valentina Reggiani- Figlio di Nessuno

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Sono partiti fino in Brasile per incontrarlo, conoscerlo, sceglierlo come figlio. Un viaggio lungo, carico di aspettative, che avrebbe dovuto rappresentare l’inizio di una nuova vita. E invece, per Douglas Dall’Asta, quell’arrivo in Italia si è trasformato nell’inizio di una storia segnata da un dolore che non lo avrebbe mai abbandonato.

Aveva nove anni quando fu adottato da una coppia di Piadena, nel cremonese. Ma dopo appena quattro giorni trascorsi nella casa di quelli che gli erano stati presentati come i suoi genitori, Douglas venne lasciato di nuovo. Un secondo abbandono, improvviso e incomprensibile, che ha inciso profondamente sul suo percorso di vita.

Da lì, il suo cammino si è frammentato: il passaggio da una comunità all’altra, l’instabilità affettiva, la vita in strada. Con la maggiore età sono arrivati anche la dipendenza, il carcere e, soprattutto, una ricerca continua e dolorosa di identità. Una domanda rimasta senza risposta: cosa significa essere figlio, quando chi avrebbe dovuto restare sceglie di andare via?

Negli anni, Douglas aveva trovato la forza di raccontarsi. Lo aveva fatto insieme alla giornalista Valentina Reggiani nel libro Figlio di Nessuno, una testimonianza cruda e necessaria che affronta temi come l’abbandono, l’adozione, l’affido, la marginalità e il bisogno, spesso disatteso, di un reale sostegno alla genitorialità. Un titolo che racchiudeva tutta la sua storia: quella di chi si è sentito, troppo presto e troppo a lungo, senza un posto nel mondo.

Anche sul piano legale, la sua vicenda aveva aperto una ferita importante: dopo una lunga battaglia giudiziaria, il Tribunale di Cremona prima e la Corte d’Appello di Brescia poi avevano riconosciuto l’obbligo dei genitori adottivi di provvedere al suo mantenimento. Un riconoscimento formale che, tuttavia, non ha potuto restituire ciò che era mancato: la continuità affettiva, la presenza, il senso di appartenenza.

Oggi quella storia si chiude nel modo più tragico. Douglas Dall’Asta si è tolto la vita a soli 28 anni. Un epilogo che lascia sgomenti e che impone una riflessione profonda.

La sua non è soltanto una vicenda individuale, ma un racconto che interroga tutti: istituzioni, servizi, comunità. Perché accogliere non è un gesto che si esaurisce in un atto formale, ma una responsabilità che richiede tempo, sostegno e presenza costante. E perché nessun bambino, mai, dovrebbe sentirsi un “reso”. Né crescere con la convinzione di essere, davvero, figlio di nessuno.

 

L'autrice:

 A raccogliere e dare forma a questa storia è stata la giornalista Valentina Reggiani, professionista con una lunga esperienza nella cronaca, in particolare giudiziaria e sociale. Nata a Modena nel 1981, è giornalista professionista dal 2007 e lavora da anni per Il Resto del Carlino, dove si occupa soprattutto di storie legate al disagio, alla marginalità e ai diritti.

Il suo lavoro si è spesso concentrato sulle vicende più fragili e complesse, quelle che mettono in luce le crepe del sistema e le contraddizioni della società. È in questo contesto che incontra Douglas Dall’Asta: un incontro che si trasforma in un progetto condiviso, nato dall’urgenza di raccontare una storia rimasta troppo a lungo invisibile.

Da questo legame nasce il libro Figlio di Nessuno, pubblicato nel 2024 per Artestampa Edizioni. Il volume, scritto a quattro mani, si inserisce nel genere della narrativa testimoniale e del reportage sociale, intrecciando il racconto autobiografico di Douglas con lo sguardo giornalistico dell’autrice.

L’opera affronta temi centrali come l’abbandono, l’adozione internazionale, l’affido, la vita nelle comunità, la marginalità e il sistema di tutela dei minori, configurandosi non solo come una biografia, ma anche come una denuncia civile. Un testo che restituisce voce a chi spesso resta ai margini e che conferma l’impegno di Reggiani nel portare alla luce storie scomode ma necessarie.

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