Come si racconta una famiglia? E soprattutto: esiste un solo modo per esserlo?
A queste domande prova a rispondere con delicatezza e autenticità il libro Che storia, la tua storia!, un racconto capace di parlare ai più giovani ma anche agli adulti che li accompagnano.
Il protagonista è Manuel, undici anni, con una vita che attraversa due mondi: la Colombia e l’Italia. Manuel ha un sogno, diventare un regista famoso. E proprio come farebbe un vero regista, decide di iniziare dalle storie. Quelle delle persone che ha accanto.
Con la sua videocamera, Manuel comincia a raccogliere testimonianze: amici, conoscenti, adulti. Ognuno con un percorso diverso, spesso non lineare.
E così, quasi senza accorgersene, il suo progetto si trasforma in qualcosa di più profondo: un viaggio nelle origini, nei legami, nelle scelte che costruiscono una famiglia.
Attraverso questi racconti emergono tante realtà che conosciamo bene anche nel nostro lavoro quotidiano: famiglie monoparentali, adottive, affidatarie, omogenitoriali, ricostituite, allargate.
Famiglie diverse, sì. Ma tutte unite da un elemento fondamentale: la relazione.
Nel raccogliere le storie degli altri, Manuel si ritrova inevitabilmente a guardare anche la propria.
La sua esperienza di bambino adottato diventa occasione per affrontare, con semplicità e profondità, temi complessi: l’origine, l’infertilità, il desiderio di genitorialità, il bisogno di appartenenza.
Ed è proprio qui che il libro trova una risonanza forte con la nostra esperienza associativa: l’adozione (così come l’affido) non è un’etichetta, ma una storia. Una tra le tante possibili.
Educare allo sguardo, prima ancora che alle definizioni e noi lavoriamo ogni giorno per promuovere una cultura dell’accoglienza che vada oltre gli stereotipi.
Questo libro è uno strumento prezioso perché: aiuta bambini e ragazzi a riconoscere la pluralità delle famiglie ed offre agli adulti parole semplici per affrontare temi complessi
restituisce dignità a tutte le storie.
Soprattutto, insegna qualcosa di fondamentale: non è la forma della famiglia a definirla, ma la qualità dei legami.
L'autrice
Mia Visella nasce a Padova nel 1969. La sua vita è stata fin da subito segnata dal movimento: nei primi anni ha attraversato diverse regioni italiane, facendo esperienza diretta di cambiamenti e adattamenti. Insegnante nella scuola primaria e giornalista pubblicista, ha vinto a 29 anni il premio giornalistico Natale UCSI per la sezione periodici.
Nella sua vita personale, racconta con ironia e autenticità anche il proprio percorso familiare, condiviso con un figlio adottato. Questo vissuto si riflette nella sua scrittura, sempre attenta ai temi dell’infanzia, delle relazioni e dell’identità.
L'illustratrice
Le illustrazioni sono firmate da Samantha Spadoni, nata a Roma nel 1975. Dopo una formazione nelle arti grafiche tra Italia e Spagna, ha lavorato nel campo del design editoriale collaborando con enti pubblici, privati e associazioni.
Da circa dieci anni vive in Veneto, dove ha consolidato collaborazioni con diverse realtà artistiche e case editrici. Il suo tratto accompagna il testo con sensibilità, rendendo visibili emozioni e sfumature che parlano direttamente ai lettori più giovani.
Questo libro è particolarmente adatto ad insegnanti che vogliono lavorare in classe sul tema delle famiglie, genitori che cercano strumenti per dialogare con i propri figli, operatori e operatrici impegnati nei percorsi di affido e adozione,
Nel suo piccolo film, Manuel scopre che ogni persona ha una storia unica.
Nel nostro lavoro, lo vediamo ogni giorno: dietro ogni bambino, ogni famiglia, ogni percorso, c’è un intreccio di esperienze che merita ascolto, rispetto e cura.
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