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La famiglie dei "resi adottivi". Tutti mostri?

di Marula Furlan

Lavoro da anni con e per i bambini. In questo ruolo, la conoscenza della violenza non è un’eccezione: è materia quotidiana. È un’esposizione costante a storie che mettono in discussione ciò che crediamo possibile, o tollerabile, nell’infanzia.

 

La "mia" bimba F. che ho seguito per tanto tempo, entrava in doccia mentre c'era il papà,  la prima sera a casa e ha cercato di masturbarlo.

Se le chiedi, oggi, non se lo ricorda.

La maggior parte delle coppie avrebbe potuto, legittimamente, decidere di riportarla indietro.

 

Questo solleva una domanda fondamentale: pensiamo  davvero che vi siano molti adulti in grado di gestire ragazzini con un vissuto complesso e traumatico?

La restituzione di un minore a un contesto di origine o a un’altra famiglia è spesso descritta come un fallimento, ma crocifiggere le coppie che rendono non serve a individuare i reali responsabili. La responsabilità non è del bambino però attribuirla a chi "lo lascia" è un espediente comodo ma inefficace: senza un supporto adeguato, episodi simili si ripeteranno.

Il mondo è pieno di persone che desiderano avere figli e poi li abbandonano. Ci sono casi di gravi maltrattamenti, abusi e sfruttamento dei minori. Eppure, contro queste situazioni non si scatenano crociate morali.

Per alcuni ragazzi essere presenti è necessario. Ma essere presenti significa confrontarsi con una devastazione emotiva che nessun manuale tecnico prepara davvero a sostenere.

Pensiamo veramente che di adulti in grado di gestire ragazzini con un vissuto importante ce ne siano tanti? il reso è una porcheria, ma crocifiggere le coppie che rendono è una crociata ideologica. 

Ho seguito famiglie pentite dell’accoglienza.

Pentite non perché “cattive”, ma perché sottoposte a uno sforzo SOVRUMANO:.

Reggere è uno sforzo sovraumano che non dovrebbe essere chiesto a NESSUNO.

Per questi ragazzi bisogna esserci ed esserci è DEVASTANTE.

È tempo di smantellare una narrativa irreale: quella del “figlio per sempre”, della vigilanza ossessiva sulle parole, della paura che nominare l’adozione scateni patologie. In questa logica, l’accoglienza diventa un martirio a tempo indeterminato, una missione che nessuno osa mettere in discussione.

 

La ragazza che seguo oggi non tornerà a vivere nella sua famiglia,  non rientrerà mai in casa, non la vogliono neanche ad un raggio di meno di 30 km da casa, gestiranno loro  i tempi delle visite, non pagheranno mai un euro di comunità, questo fa di loro  una persone spregevoli?

Da quello che dite si.

Eppure sono le uniche persone sulla faccia di questa terra che si fanno violenza (e permettono che  venga fatta loro continuamente violenza) e continuano ad andare da lei quando lei li chiama, anche dopo le continue minacce di morte e le diffamazioni cicliche, continue, regolari

 

Mi auguro di non essere mai minacciata e diffamata da mio  figlio,  perchè tutti i principi del figlio per sempre e nonostante tutto,

cadono in un secondo. 

 

Lo smarrimento di non riconoscere TUO FIGLIO, di chiederti che cazzo hai fatto, di sentire un estraneo in casa è reale, chiedersi cosa sia accaduto e se si sarebbe potuto evitarlo. Non è una questione di colpa. È una questione di limiti umani, che il sistema continua a ignorare.

Ed è quindi legittimo chiedersi: perché non pretendiamo che gli enti che collocano minori con storie complesse si assumano la responsabilità integrale dei ragazzi “resi”, soprattutto quando li hanno affidati a coppie inadeguate?

 

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Commenti: 5
  • #1

    Elena (martedì, 02 dicembre 2025 15:44)

    Non so , ma siccome i mostri di sicuro non esistono , è evidente che esiste il problema e in qualcbe modo va riconsciuto e affrontato , non ributtando la palla agli altri , qualcuno deve fermarla, chi ha più responsabilità per farlo

  • #2

    Danila Mariani (martedì, 02 dicembre 2025 16:11)

    Da anni nel mondo dell’affido e adozione, oltre che pediatra, porto la mia esperienza di famiglia affidataria per 3 anni per un “ bambino adottato in restituzione”. Non era un mostro, ma purtroppo un problema grande. Unica osservazione: totale impreparazione della coppia adottante per un’errato abbinamento da parte di un Tribunale dei Minori assolutamente non in grado di verificare sia la preparazione dei genitori sia le reali condizioni psicologiche del minore. Grande lavoro di affiancamento, ma dopo 3 anni e’ rientrato nella famiglia adottiva. Per noi è stato un grande successo!!

  • #3

    M'aMa -Dalla Parte dei Bambini (martedì, 02 dicembre 2025 17:06)

    Grazie, grazie, grazie delle vostre riflessioni e testimonianze❤️

  • #4

    ida screpanti (giovedì, 04 dicembre 2025 09:18)

    Comprendo le restituzioni, e non giudico nessuno anzi apprezzo chi ci ha provato.
    Io ho preso il piu grande dei miei 3 nipoti un caso problematico, tanta fatica ... gli altri 2 fratelli piu piccoli in struttura purtroppo non mi sono sono potuta far carico di tt e 3 . Ora sono affidati ad una famiglia che ce la stà mettendo tutta ma ma ma ... Troppi errori, la struttura che li ha tenuti quasi 2 anni era partita con tt le buone intenzioni prenotato visita neuropsichiatrica private fuori comune per il piu piccolo che mostrava problemi comportamentali - I servizi sociali hanno detto Nò dovevano essere LORO a gestire la situazione con la ASL hanno detto Nò a uscire dal comune Hanno detto Nò alla visita privata ... Risultato alla neuropsichiatria infantile ci si è arrivati dopo 1 anno e solo perchè l'ha attivata la scuola dove non riuscivano a gestirlo nel frattempo una coppia mostrava la volontà di chiederne l'affido e si iniziava la conoscenza... dopo 9 mesi e la diagnosi ADHD grave ma nessuna forma di terapia fù attivata venivano affidati all'attuale coppia. Noi abitiamo in 2 citta diverse ci siamo conosciuti ed instaurato un ottimo rapporto, ma le difficoltà dei bambini sono tante e tali che stanno mettendo a dura prova la coppia che si stà adoperando al massimo e tutto privatamente per le terapie... ovvio xkè il pubblico offre zero con liste di attesa di 1 anno .... stò cercanndo di sostenere psicologicamente come posso la famiglia e non sò se ci sarà una restituzione forse molto probabile perchè le crisi quotidiane del piu piccolo che devono sopportare e supportare sono veramente gravose e sfiancanti ... Quindi chi restituisce non sono Mostri ma solo poco aiutati poco preparati e niente supportati...

  • #5

    M'aMa -Dalla Parte dei Bambini (giovedì, 04 dicembre 2025 09:21)

    Grazie Ida, grazie di cuore della tua testimonianza ❤️