Le nostre riflessioni


LUGLIO 2019
Spesso è l’età a spaventare: spesso si pensa che accogliere in affido familiare o attraverso un adozione, un bimbo “già grandicello”, un minore che abbia già da ricordare “troppe cose brutte”, un piccolo “che non si affezionerà mai a te perché è stato troppe volte deluso”, sia difficile per una famiglia “normale”. 

 

 

 

E così le Mamme Matte corrono a cercare altre Mamme Matte per i novenni, dodicenni, quattordicenni, sedicenni ecc ecc ecc che, dall’alto dei loro centimetri di altezza, rimangono sempre dei piccini in cerca di protezione e amore, in cerca di amore.

 

 

 

Ecco la testimonianza di Barbara, una delle nostre Mamme Matte, che ci racconta la sua “strafelice” esperienza di affidataria di una bellissima quattordicenne oggi….maggiorenne!!

 

 

 

Desideravo così tanto avere una creatura da amare che per arrivare alla mia ragazza ho fatto l’inverosimile, e quando mi hanno proposto in affido familiare lei, che nessuno voleva, 14 anni, musulmana (e con mille problemi tanto da sembrare arrivare da un altro pianeta!), sono andata contro il mondo per averla!

 

 

 

Tra l’altro era femmina ed era ciò avevo sempre desiderato!

 

 

 

Ricordo che nessuno mi ha detto “fai bene”, anzi, mi dicevano che ero pazza ed io rispondevo che ero felice di esserlo.

 

 

 

La verità è che ho sofferto tanto insieme a lei, ho pianto, ho lottato, abbiamo trovato delle strategie per difenderci da tutti i pregiudizi della gente che ora a distanza di 4 anni ci invidia perché noi ora siamo una famiglia “meglio di una di sangue” come dice la gente.

 

 

 

Rifarei tutto di nuovo perché se mi dessero un figlio mio non la cambierei.

 

 

 

Non esiste età per essere figli ed età per essere madri anche di un ragazzo grande.

 

 

 

Perchè anche questo è l’affido familiare.

 

 

 

Io e lei siamo piene di messaggi nel cellulare “tvtttbbb”, andiamo ai concerti insieme, ho sempre le sue amichette a casa, al mare, in pizzeria, e se stiamo male entrambe non ci abbandoniamo.

 

 

 

Naturalmente capita che litighiamo (perché altrimenti non saremmo normali!), ma dopo sbollite varie troviamo sempre una soluzione perché lei è mia figlia e io la sua Mami Matta”.

 

 

 

Perchè anche questa è la famiglia,in qualunque modo sia nata.

 


MAGGIO 2019

 

A.A.A.CERCANSI APPELLO SU FACEBOOK

 

 


 
(...e su qualunque altro canale che, nel rispetto del minore, gli permetta di avere una possibilità).


APPELLI (interpelli?!?) pubblicati sul sito del Tribunale per i Minorenni di Milano possono andare, sono leciti, vadano anche quelli da vent'anni pubblicati dal noto cartaceo Avvenire o da Famiglia Cristiana ma su Fb NO. NON SI FA. Non sta bene.

Anche se sono direttamente segnalati da enti istituzionali, anche se i destinatari sono solo ed esclusivamente single e/o coppie già formati dagli organi competenti (e soggetti a ulteriore valutazione). 
NO,NON SI FA.

CERCARE FAMIGLIE FORMATE DAGLI ENTI COMPETENTI DISPOSTE AD ACCOGLIERE MINORI CON BISOGNI SPECIALI (dopo che il Tribunale per i Minorenni ha già deciso l'allontanamento, dopo il colloquio conoscitivo, dopo che il Tm o il servizio le ritiene ottime risorse accoglienti, dopo l'abbinamento formale) NON SI PUO'.

Non sta bene, no e no (e qui i 'nostri' bimbi metterebbero il broncio e le braccia conserte).


Nemmeno se a farlo è una associazione con professionisti del settore molti dei quali a loro volta famiglie accoglienti di minori con gravi disabilità, nemmeno se è l'ultima possibilità per il bambino dopo aver interpellato e chiamato tutte le coppie in attesa disponibili in quel distretto, nemmeno se i destinatari degli APPELLI sono coppie e single debitamente già formate dagli enti competenti territoriali (spesso di altri territori rispetto a quello in cui vive il bambino: ricordiamo l'inesistenza di un data base nazionale).

Ed eccoci a noi, come se le MammeMatte dovessero quasi giustificarsi di svolgere un'attività di promozione, divulgazione e pubblicazione interamente volontaria, AUTOFINANZIATA DAI  PROPRI SOCI.

M'aMa da marzo 2017 ha scelto di utilizzare gli APPELLI grazie ai quali 92 MINORI CON BISOGNI SPECIALI, ad oggi, crescono in famiglia.

Che uso ha fatto e fa di questi fantomatici Appelli?

Sono tanti i minori con importanti disabilità, in tutta Italia, in carico ai Tribunali per Minorenni in attesa di una famiglia che li accolga. Aspettano, loro, con pazienza e speranza (poca speranza a dire il vero, molti dei loro fascicoli restano nei cassetti dopo svariati tentativi di abbinamento, e vengono alla fine giudicati "incollocabili").

M'aMa-Dalla Parte dei Bambini, dopo aver ricevuto diretta segnalazione dai singoli Tm o Servizi sociali, scrive l'APPELLO sul MINORE in forma anonima (rispettandone SEMPRE in modo maniacale la privacy) per tentare di ‘raggiungere' LA famiglia (coppia o single) FORMATA disponibile ad un colloquio conoscitivo con l’ ente che lo ha in carico. E, dopo aver cercato nella propria rete di famiglie attraverso innumerevoli contatti telefonici e email, se necessario, continua la ricerca pubblicando l'APPELLO sui social, utilizzando propri canali come la pg Fb AFFIDIamoci. 
 
L'eventuale abbinamento tra famiglia e minore è deciso SEMPRE e SOLO dal Tm o dal servizio.
M'aMa non è altro che un PONTE che mette in conTATTO famiglie formate (single e/o coppie) con Tm e/o servizi.

Gli APPELLI riguardano SEMPRE minori special needs, i "difficilmente collocabili" (così almeno definiti dagli stessi operatori): bambini (futuri adulti) che presentano problemi neurologici, psichici, genetici, gravi storie di abusi o deprivazione e che hanno bisogno di qualche parola in più, qualche attenzione in più…per trovare chi li accoglie. Ed è questo che M'aMa fa: cerca in modo certosino e quotidiano queste famiglie e le invia agli enti competenti.

Sapete chi sono queste famiglie accoglienti?
Quelle NORMALI famiglie che vedono il bambino prima dell'handicap. Quelle dell'ombrellone accanto, quelle famiglie con le occhiaie ma con un sorriso da qui a lì.
Quelle che accolgono per sempre, o per un po', bambini che hanno estremamente bisogno di FAMIGLIA.
E M'aMa le cerca. Dappertutto.

E QUESTO È TUTTO. O forse È MOLTO soprattutto per un piccolo il cui futuro altrimenti sarebbe rimanere per sempre in un istituto.


Le MammeMatte

 


APRILE 2018
E’ passato un anno ormai da quando ci è stata chiesta la disponibilità ad accogliere in affido familiare un bambino di 7mesi

 


Un bimbo che sarebbe dovuto restare con noi, in affido familiare, solo un mese ma che è ancora con noi e chissà per quanto ancora.

 


Un anno in cui tantissime persone mi hanno fatto i complimenti perché loro, al contrario, non ci sarebbero mai riuscite. 

 


Perché“restituire”non è semplice.

 


Io continuo a rispondere che queste sono le regole dell’affido familiare e che se si riesce a restare razionali ci si riesce anche a difendere fortificandosi.

 


Io mi sento in grado di accogliere e restituire, dico sempre.

 


Quello che non dico è che ogni bacio, ogni abbraccio, ogni volta che mi sento chiamare “mamma”, il mio cuore si chiede per quanto ancora.

 


Immagino come sarà tra 10 anni e subito dopo immagino come sarà il prossimo anno senza di lui o quando dovrò riportarlo in quella casa per sempre.

 


Immagino che parole userò per spiegargli che non sono la sua mamma e che deve tornare da chi non è stata capace di accudirlo, da chi gli ha fatto violenza perché “da loro, crescere i figli si usa così..."

 


Però non potrò dirgli tutto questo ma dovrò dirgli che la sua mamma gli vuole tanto bene e che anche se non è stata bene ora è guarita, anche se non è vero, perché la legge dice che ogni bambino ha diritto a vivere nella propria famiglia d’origine anche se i genitori sono inadeguati e qualcuno in un ufficio ha deciso che è ora che l’istituto giuridico affido familiare termini e quel bimbo torni a casa.

 


Con mio marito abbiamo provveduto ad ogni sua esigenza.

 

 

 

Abbiamo letto decine di libri, tutti divisi per momenti di crescita, esigenze differenti, abbiamo discusso insieme su che strada percorrere per farlo crescere sereno e indipendente.

 


Valutiamo ogni giorno come fargli passare il pomeriggio, gli leggiamo libri, disegniamo insieme, cresciamo insieme, lo stimoliamo, gli insegniamo ad amare e apprezzare la natura e gli animali.

 


Ogni alimento per lui è un gesto d’amore.

 


No zucchero, no cioccolata che è ancora piccolo.

 


Frutta in macedonia che diventa un gioco nominarla e mangiarla e verdura camuffata.

 


Ogni malattia è dedizione totale.

 


Sempre in braccio, sempre “mamminaaaa”.

 


L’affido familiare è questo.

 

 

 

Non è per tutti, ma solo per chi “ama con moderazione”: questo ci viene richiesto.

 


Eppure se ci pensate, proprio noi,
genitori affidatari, amiamo smisuratamente, incondizionatamente e speriamo che l’amore dato possa fare da ponte per questi poveri bambini e possa averli resi un po’ più forti nel superare tutto ciò che in futuro accadrà.

 


Crescendo avranno domande, forse poche risposte, si sentiranno sempre incompleti e figli di nessuno o, viceversa, di troppe persone.
Noi la nostra porta continuiamo a tenerla aperta.

 


Abbiamo ancora amore da dare, più ne diamo, più ne produciamo e più vorremmo accogliere.

 


Ora so che questa è la vita che vorrò vivere finchè ne avrò la forza.

 


E voi?
Ce la fareste ad amore con moderazione (smisurata)?

 

 

 

Perchè l’affido familiare è anche questo..."

 


DICEMBRE 2017

 

Lettera aperta: Non ci sono nè figli nè genitori di serie B

 

 

 
Nelle ultime settimane si è parlato molto di una bimba con sindrome di down adottata -anche se pensiamo più facile sia stata affidata- da un padre single dopo aver ricevuto 7 rifiuti da coppie contattate dal tribunale di riferimento.
Prima di dire la nostra abbiamo volutamente lasciato passare qualche giorno per far “stemperare gli animi” e affrontare il tema con la serenità che spetta all’argomento.
La “notizia”, la sua diffusione e la modalità con cui è stata veicolata, ci ha lasciato perplesse, seppur molto contente che la bimba oggi abbia un papà.
 
Noi quotidianamente, come associazione M’aMa-Dalla Parte dei Bambini, lavoriamo perchè sia rispettato il diritto di ogni minore di crescere in una famiglia.
 
Famiglia che se non dovesse essere la propria di origine sia la più idonea a soddisfare i suoi bisogni: omogenitoriale, omosessuale o la più tradizionale delle tradizionali. 
 
Scrivere che la bambina abbia un papà dopo sette rifiuti di coppie “normali” rischia di far passare un messaggio fuorviante, forse più corrispondente all’immaginario collettivo che alla realtà che noi operatrici del settore viviamo affiancando e sostenendo single e famiglie che decidono di aprire la loro casa e le loro braccia a bambini special needs.
Crediamo non debba passare questo messaggio. Un single non è un genitore di serie B. Così come un bambino con la sindrome di down non è una persona di serie B.
E M’aMa da marzo 2016 ha contribuito, in collaborazione con Servizi sociali e Tribunali per i Minorenni, a far crescere 45 minori con bisogni speciali in famiglia.
Non può passare per noi quindi la “notizia” che esista una genitorialità di serie B e che la piccola protagonista degli scorsi giorni si sia dovuta “accontentare” perché non voluta da “coppie normali”. Perchè proprio come recita un nostro progetto “Le Famiglie ci sono”, basta ri-trovarle, formarle, sostenerle, ascoltarle.
La nostra associazione, infatti, tra le tante cose, si occupa proprio della ricerca di famiglie per bimbi speciali, ricorrendo anche al “discusso” metodo degli appelli attraverso i social per reperire famiglie (single e coppie, formati o nella volontà di farlo), sempre garantendo la privacy e il rispetto dei minori. 
Cerchiamo di supplire la mancanza di un vero e proprio database nazionale che metta in comunicazione i nuclei familiari disponibili (affidatari e adottivi) con gli enti che si occupano della loro collocazione (tribunali, servizi sociali, comunità...con i quali collaboriamo).
La nostra è una piccola realtà, siamo un gruppo di mamme volontarie adottive/affidatarie e professioniste del sociale, ognuna di noi ha sperimentato in prima persona l’accoglienza speciale e abbiamo deciso di non restare a guardare tutto ciò che non funziona nel mondo dell’accoglienza ma ci siamo rimboccate le maniche unendo cuore e professionalità e cercando di FARE la differenza ogni giorno cercando e sostenendo un numero sempre maggiore di famiglie pronte all’accoglienza.
Ci chiamano Mamme Matte (e ci piace) perché ci prendiamo a cuore la storia di ogni bambino di cui siamo a conoscenza e cerchiamo in lungo e in largo una famiglia per lui, famiglia che poi viene valutata da chi ha in carico il minore.
M’aMa – Dalla Parte dei Bambini
www.mammematte.com
www.affidiamoci.com

 


OTTOBRE 2017

 

E' nata M'AMA

 

 


Care famiglie matte (coppie sposate ufficialmente o solo ufficiosamente, single convinti o in cerca dell’anima gemella…),
abbiamo costituito l'associazione M'aMa (amore + MAmme MAtte...siamo noi!) e da oggi questa sarà la nostra nuova casa.

Vogliamo darvi il benvenuto in questa
nuova dimora pronta ad ospitare i nostri sogni, le nostre idee, e i progetti che portiamo avanti da mesi come AFFIDIamoci, nato a sostegno dei single disponibili all’accoglienza, il progetto conTATTO che ha portato a casa tanti bambini, oppure il progetto Bisogni speciali, sì grazie! che, con delicatezza e sensibilità, racconta l'altra faccia dei bambini con bisogni speciali: quella bella. E tanti altri ancora... 
Daremo a tutte le Mamme Matte le chiavi di casa e tutti insieme la riempiremo di profumi, di cose indispensabili, ma anche di cose semplicemente belle e di mille colori (noi però non spolveriamo e non svuotiamo la lavatrice!).

Oggi lasciamo la nostra vecchia casa e, con l’entusiasmo e la leggerezza (sempre consapevole!) che ci caratterizza, iniziamo questa nuova avventura. 
 
Ci dobbiamo ambientare, pian piano svuoteremo gli scatoloni e ritroveremo ognuna il proprio posto, la porta resterà sempre aperta (e pure la finestra), ma non abbiamo paura di prendere freddo, perché sappiamo che presto la casa diventerà affollatissima di famiglie e single accoglienti, e il gelo non si sentirà più.
Benvenuti a tutti!
L’associazione delle Mamme Matte M’aMa – Dalla Parte dei Bambini è nata!
Chi prepara il caffè?